Giovanna d’Arco è nata a Domrémy, un piccolo villaggio della Lorena, nell’est della Francia, allora parte del ducato di Bar.
Un luogo semplice, rurale, nascosto, che ha generato una delle figure più luminose della storia spirituale europea. Una ragazza che avrebbe parlato con il Cielo, guidato un popolo e attraversato il fuoco senza spegnersi.
A soli tredici anni, riceve le prime chiamate interiori: voci e visioni reali, non metaforiche, che la guidano verso la sua missione. Le viene detto che deve salvare la Francia dagli Inglesi e dai loro alleati Borgognoni, che stavano conquistando il Paese pezzo dopo pezzo durante la Guerra dei Cent’Anni. E che infine, avrebbe dovuto condurre il delfino Carlo di Valois, il futuro Carlo VII, al trono di Francia che legittimamente gli spettava.
A diciassette anni lascia il villaggio, si presenta ai comandanti francesi, li convince con una lucidità e un coraggio degno del più potente dei generali, a consegnarle subito un’armatura, un cavallo e uno stendardo. Con un pugno di uomini libera Orléans, spezza un assedio che durava da mesi riaccendendo il fuoco nel Cuore del popolo.
Così le viene dato più potere, e attraverso una serie di battaglie rapide e decisive, guida la Francia alla vittoria e porta il Re alla sua consacrazione. Tuttavia, per colpa di un ponte levatoio alzato troppo presto, viene catturata dai Borgognoni e affronta il martirio. Lo farà come una Santa, senza tradire mai la Voce che l’aveva guidata.
Gli inglesi che la vollero a tutti i costi, per trucidarla e annientare la sua forza spirituale, non poterono spegnerla nella Luce Bianca di Dio, e iniziarono inesorabilmente a perdere terreno.
La loro avanzata si spezzò. Le città tornano una dopo l’altra sotto la corona francese. Nel 1453, con la battaglia di Castillon, la Guerra dei Cent’Anni termina: la Francia riconquista quasi tutto il suo territorio. Agli Inglesi rimane solo la città di Calais, e anche questa verrà ripresa più tardi.
Giovanna ha attraversato la Soglia della Vera Luce molto giovane, e come testimoniano le Simbologie Cattoliche a Lei dedicate, quelle che spettano ai Santi, ai Beati e agli Apostoli, ha realizzato le Nozze Alchemiche nel Cuore e nel Talamo.
In Lei l’IO e l’ANIMA si sono riuniti nel Fuoco del Padre, e per questo, quando si parla delle sue visioni, non si sta usando una metafora.
Nei Santi della Chiesa, e in altri mistici che hanno realizzato l’Unione Sacra nel modo più profondo possibile, la Luce di Dio oltre a rigenerare e illuminare, apre una vera e propria Seconda Vista.
È ciò che la Chiesa chiama “separazione della luce dalle tenebre”: il punto in cui la Coscienza Superiore tocca la biologia umana. Nei lobi frontali si apre un varco, e il nervo ottico, liberato dal dominio delle ombre interiori, comincia a elaborare scenari che non sono immaginazione, ma visioni reali, identiche a quelle che vedrebbero gli occhi nel mondo. È chiaroveggenza che non viola il libero arbitrio, perché mostra nella linea del tempo ciò che più probabilmente potrebbe accadere, lasciando sempre alle cose la possibilità di cambiare. Perché Dio non ritira mai la libertà che ha donato all’essere umano.
Giovanna viveva in questo stato.
Quando diceva di vedere i Santi, gli Angeli, le scene future, non stava parlando per simboli. Il suo Talamo era aperto, la sua coscienza era già oltre la soglia, e la Spada che divide la Luce dall’inganno aveva profondamente inciso il suo Cuore.
Per questo gli arconti non poterono confonderla, come non hanno confuso gli altri Santi, Beati ed Apostoli. La voce di questi demoni, non passa più dinanzi alla chiarezza della Luce di Dio separata dalle tenebre della mente.
La missione che Dio affidò a Giovanna D’Arco, non fu militare né politica, ma una missione di visione.
Lei non guidò eserciti: guidò la percezione di un popolo.
Non combatté per un trono: combatté per la Verità e la Giustizia che aveva visto dietro la sua fronte.
Giovanna D’Arco non morì nel fuoco, ma si trasfigurò nel fuoco, rendendosi immortale nel mondo e nello Spirito come tutti i Santi che sono stati martirizzati.
Il rogo non fu la sua fine, ma la sua consacrazione.
Il fuoco che voleva consumarla, divenne il fuoco che la consegnò alla Vita Eterna in Dio e tra gli uomini. Il suo corpo bruciò, ma la sua visione rimase intatta, perché ciò che era stato nella Luce non poteva essere cancellato.
Santa Giovanna D’Arco, è sorella di tutti quelli che hanno attraversato la Soglia e udito l’Anima chiamarli per nome. È Testimonianza Viva, di ciò che accade a un Cuore fragile quando si riempie della Potenza di Dio: di quando il petto s’infiamma, e la fiamma risale offrendo una Seconda Vista.
Da Giovanna ereditiamo la prova della Vera Luce, che si apre dietro la fronte, quando il mondo smette di essere ciò che appare, e si mostra per ciò che potrebbe aiutarci a ESSERE. Chi possiede questa Luce, non è più un semplice essere umano: è un punto di contatto tra il Cielo e la Terra.
Santa Giovanna d’Arco, è il Segno che il Padre può incendiarci fino a mostrarci oltre il tempo, la strada che noi dobbiamo avere il coraggio di seguire.